Comunque
Forse che in questo vento
ci sei più di quanto
pensoso io ti veda;
respiro il crepuscolo.
Un rumore più vago
della vecchia grondaia,
una volta intonata,
che tocca terra per l'acqua
di questi giorni aridi.
Le mille ovvietà
ritornano in strada dopo
viaggi per cieli ustionati
che allevio dei miei gravi.
E restano quelle domande,
nate forse per sfizio,
morte, o altrimenti asfissio
nelle morse che stringo.
Te lo vorrei dire
ma sarà per altri l'ascolto;
per stavolta come sempre
ritorno alle strade qui intorno.
Eppure guardo lassù,
che sei ovunque
e proverò;
te lo racconto comunque.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (1)
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a
agata mondo19 luglio 2011
non so se ho interpretato bene, ma forse ho inteso secondo quello che sento e che sono... mi piace quando scrivi...'te lo vorrei dire ma sarà per altri l'ascolto, per stavolta come sempre ritorno alle strade qui intorno', perché non si ha voglia di dire e spiegare a qualcuno che sai che non vuol recepire, che hai paura che non sappia o non voglia capire. ma poi è giusto o sbagliato tener tutto per sè, anche quando qualcosa urla dentro e vuol uscir fuori? non so.
