Sguardo di sosta
Nell'universo finito della piazza
voci di nafta in stringhe parallele
diadema di cromatiche vetture
in vuoti a rendere di fine corsa;
misura nei pensieri, a piedi fermi,
la donna con gli occhiali per coperta,
la distanza di un tempo che non vive
tra ogni accadimento e la sua Storia;
il giovane che ha perso le radici
sotto una pelle scura come il cielo
aspetta, dentro i ritmi più stranieri
del suo parlare in sillabe disperse.
La sirena per rompere le righe
consegna l'utopia di una conquista
le spalle curve e gambe come pali
verso le attese di finte partenze;
le buche rattoppate sono mappe
- le riconosco ad ogni soprassalto -
che quando il cielo colma fino all'orlo
nei cerchi in divenire si frammenta.
Senza valigia calco questo palco
sguardo d'aiuola in mezzo al movimento
ostento quel divieto a calpestarmi
mancandomi le scarpe a trasgredire.
©
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