Nelle crepe del muro
Un viottolo di sola polvere e sassi
sul colle arranca,
costeggia mura e larghe cancellate;
stridono i passi
sui ciottoli che il sole alto infiamma già.
Sui cardini, ecco,
s'affanna l'inferriata, cigolando,
e s'apre stanca sulla vecchia casa.
Fragranze amate,
tutto è ancora là
il portico scrostato, l'altalena,
l'antico pozzo,
l'aratro, il grande forno per il pane,
la bicicletta.
Tutto riposa,
all'ombra del giardino incolto
regna l'ederaverde
e sovrana s'inerpica sui tronchi,
tra le fronde di pini e querce
s'avvolge.
Più non tornano
il profumo della madia, le corse,
il girotondo,
le favole al calore del camino.
E mamma all'uscio,
il grembiule sul vestito a fiori, con
un cenno appena,
sorride e chiama "svelti! alla merenda"
di pane e frutta.
E sa di dolce
e di malinconia quel viso amato.
Nulla più resta
ma una rosa tra le pietre sbucciate
forza il silenzio
s'apre un varco, trabocca di boccioli
d'un rosso ardente,
sullo stelo curvo nell'aria danza
e dondolando
l'eco d'una melodia va cantando:
La vita
come l'amore tutto vince,
anche la morte!
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
Commenti (2)
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Carlo Fracassi24 luglio 2011
Un nostalgico amarcord di cose semplici e pulite come il pane fatto in casa... piaciuta molto!
Berta Biagini15 agosto 2011
Versi che potrebbero non finire mai ripensando a tutto il nostro passato, ove l'autrice ha saputo donargli quel pizzico di verità che non sempre da tutti viene apprezzato. Molto molto gradita.

