Il candore della menzogna
Temo i padrini dell’indulgenza.
Temo la fiducia degli eletti .
Temo il sorriso amaro
sulle labbra degli inquieti.
Temo gli occhi velati di chi crede.
Temo il senso di paura degli ignoranti.
Temo l’ansia dei deboli.
Temo la tensione degli angosciati.
Temo il rimorso dei colpevoli.
Temo che l’energia degli illusi
prenda il posto degli umili.
Temo e mi ripugna
il loro perverso sacrificio
come se io non fossi
origine della stessa specie .
Temo l’olocausto delle anime
come i forni crematori dell’oscurità.
Temo gli immortali
per come ci hanno ingannato sulla terra .
Temo che a pagare il debito con l’ingratitudine
siano ancora gli stessi.
Prego che il giudizio universale
per ognuno di noi
non divenga un giudizio di massa.
Prego che il concetto di Dio
concepito dagli uomini
sia completamente trasfigurato.
Prego che a prendere il posto
nell’al di là
non sia il candore della menzogna
dell’al di qua.
©
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L'autore
Gian Genta
Gian Genta 64 anni è nato Savona dove risiede. Personalità complessa ed inquieta, autodidatta, si dichiara impegnato nel rifiutare ogni principio accademico, sia per soddisfare la ragione dei suoi errori, sia per non sentirsi strozzato dalla gratitudine verso un qualche maestro. Come scrittore nel 2002 esce la sua pr
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