Da lontano
Paolo Ursaia
1236 poesie pubblicate
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Osservo
dall'infinita distanza
d'una necessità assoluta
che soverchia l'anima
e regala misura
a ciò che vissi,
ora carezzando
ora graffiando.
Osservo e meraviglio,
non compresi l'abisso
tra il mio amare
ed il tuo,
pronto a morire
quando allungai la mano vuota,
piena solo della speranza
di comprensione e aiuto.
Lontana è l'infinita offesa,
e potrei di nuovo coglierti
se veramente amore fosse:
non millantavo io;
ma la realtà
ti dona la statura del nano,
basta
con le vuote parole.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (2)
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Silvia De Angelis21 agosto 2011
Sempre pregio e profonde riflessioni, negli intensi versi di questo autore, che si sofferma su particolari sensazioni dell'anima, con notevole espressività... Poesia apprezzata
Berta Biagini21 agosto 2011
Un'introspezione - una ribellione - per un passato che se ci si riuscisse sarebbe bene dimenticare. Momenti di vita che ritornano lasciando una grande tristezza nel cuore.


