Letto di spine

Che mai potrò
al tuo labbro saziarmi,
da che il tempo, reggitor
d'infelici destini,
un invalicabile muro
tra noi pose?
Breve e violento
fu il nostro amore,
ricco di parole vellutate,
di trame lievemente accennate,
di carezze a stento sopportate,
di peccaminose voglie soffocate.
Ed or che tutto
nel ricordo è sfumato,
mi sovviene di quel tempo beato
di felicità senza dose,
anche s'era come giacer
su d'un letto di spine
senza il conforto delle rose.
©
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