Ho distratto la notte
Caterina Zappia
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Ho distratto la notte per paura
che il suono risvegliasse ricordi senza tempo,
rimasti attaccati anche ai sibili del vento
e alle lacrime insipide di sfortuna .
Ho distratto la notte e la sua voce
e poi ho cucito un refolo di volo con le mani,
come i sognatori smarriti in una veglia
che appena sorge l'alba cantano le fole.
Si, l'ho distratta, per la fatica ottenebrosa e rara
che fa la notte quando si attorciglia,
al ramo amaro di una vita avara.
L'ho distratta dalle note che timbrano veleno
dai pensieri che consegnano condanne,
per l'inquietudine che a volte il suo sentiero
rattrista anche un giovane a vent'anni.
E la distraggo ancora, col suon che fanno i tacchi
con l'impeto dei duri anni che s'innamora,
di questo tiepido amore che non ha ora
e che il buio recide anche il sangue.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (2)
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Loretta Stefoni7 settembre 2011
Troppo bella per trovare le parole a descrivere le emozioni che copiose mi suscita ... è un vibrare d'anima, di cuore che si sente a casa, tra questi versi carichi di sentimento. Veramente colpita.
EnzoL7 settembre 2011
un testo ricco, piaciutissima e molto intensa, mi complimento ... il verso 'e che il buio recide anche il sangue' in chiusa m'intriga!


