Lettere dall'Africa (Sahara Occidentale - 1)
Ausilia Giordano
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Qui, dove il deserto inesorabile avanza
strappando estensione alla terra,
dune in moto costante
creano effimeri percorsi,
mostrando e obliando le vie.
Resto attonito e mestamente assorto
vivendo un silenzio senza pace.
Freme la mia pelle dall'arsura,
nell'impetuoso impatto
con la luminosa sabbia invadente,
nel turbine di un vento intrigante
che non accenna soste.
Il convoglio disputa col deserto
un transito aspro sotto il sole
torrido e abbacinante.
Le esperti guide sono attente
a non perdere i fittizi sentieri
che similmente alle fallaci dune,
l'uno all'altro si susseguono
in un crescendo di direzioni.
I percorsi si creano e si dissolvono
e si diradano come abbagli.
Stento, ma spero nell'efficacia delle cure,
che mi'impegno col cuore di recare
a chi soffre in questi luoghi amari.
Quale magica oasi di salvezza
posso io ora qui sognare,
o qual un luogo di frescura,
o di una fonte che disseti
tutti noi catturati dalla arsura!
Eppure qui, tra deserto acceso,
pericoli infiniti e sabbia ardente,
vola oltre il mio intrepido desio
a portare salutar soccorso
dove mi conduce il cuore mio rovente.
Ti prego amor mio non ardire
a chiedermi ancor di ritornare.
Tra imprevisti ed urgenze di fugaci vie,
il fresco sentiero del tuo cuore
sono certo non lo perdo mai.
©
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Ausilia Giordano
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