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Sociale 15 settembre 2011 · lettura 3 min · 3701 letture

De flores, candiles y otros tormentos

A
Arelys Agostini 690 poesie pubblicate
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¿Cómo creer que son rojas las rosas de la vida, si las negras cornejas la verdad te muestran cruda, enseñando las hirientes espinas de la rama podrida? . ¿Cómo fiar en risueñas palabras de virtud desnuda, si corren cual un ladino y fugaz pincel detrás de la acuarela y la luz del joven candil que muda? . ¿No es acaso la gacela, en su ligereza y su hiel, semejante al León que el miedo la confunde, cuando el obstáculo salta, bajo su propio cruel nivel? . ¿No son acaso las ruines prudencias que el mundo infunde, las que causan el austero silencio y el castigo frío, de una Eva en suplicio en el Edén donde sucumbe? . ¡Ay de ti, árbol sin tronco, en delirante extravío! Que ya no sabes a qué falsa rama la lealtad te asiste, creyéndote cúpula de miel y vano suspiro. . ¡Ay de mí, Sansón sin columnas donde la fe persiste! Que ya no creo en tus dotes de coloso divino, pues, el amor espontáneo por la mentira lo substituiste, por los pálidos rayos que la infiel Dalila triste te asiste. . Quedando solo, dormido, en el trance más extraviado, por traicionero y urdido amor que te ofreciera una víbora en celo con veneno ya destilado. . DI FIORI, LUCERNE E ALTRI TORMENTI . Come credere che siano rosse le rose del mondo, se le nere cornacchie la cruda verità ti dischiudono, mostrando le spine graffianti sul ramo marcio e profondo? . Come affidarsi a parole ridenti che il cuore illudono, se fuggono qual pennello maligno e fugace dietro l’acquerello e il chiarore della lucerna che dissolvono? . Non è forse la gazzella, nella sua leggerezza che si tace, simile al Leone che la paura l’acceca e la confonde, quando l’ostacolo salta, sulla sua propria traccia? . Non sono forse le vile prudenze che il mondo diffonde, quelle che causano l’austero silenzio e l’algido supplizio, d’una Eva nel tormento nel giardino dove s’affonde? . Ahi, di te, albero senza tronco, in delirante letizio! Che più non sai quale falso ramo l’onore ti porge, credendoti cupola di miele e vano sospiro fittizio. . Ahi, di me, Sansone senza colonne ove la forza sorge! Che più non credo nei tuoi doni di Colosso divino, poiché l’amore spontaneo per la menzogna tu distrugge, per i pallidi raggi che l’infida Dalila al triste destino ti volge. . Restando solo, addormentato, nel più acuto smarrimento, per un traditore e ordito amore che ti aveva offerto una vipera in estro col veleno già in lento movimento.
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Eva, Sansón y Dalila, sono nomi di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali - "Ahora el tedio me vence. Siento un peso en el alma que mi cuerpo gigante y mi fuerte cabeza que sostienen el peso de columnas de bronce ya no pueden llevar por congoja insufrible" Alfred de Vigny 1797 – 1863

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L'autore
Arelys Agostini

Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel

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Commenti (3)

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elena rapisa15 settembre 2011

Più ti leggo e più mi sovviene il dolce idioma spagnolo imparato in molteplici lunghi soggiorni in quella magica terra. Armoniosi, incantanti versi che il cuore raccoglie. Sei GRANDE

Rasimaco16 settembre 2011

belle le metafore inserite in questi versi che portano il lettore a riflettere... piaciuta

Antonio Biancolillo19 settembre 2011

Un pregio dell'Autrice nel trovare sempre le giuste metafore ai suoi pensieri così tanto reali... quando si è circondati dalle incertezze e dubbi del mondo... quando la bugia del colore rosso di una rosa ci porta a riflettere sui i veri colori della sofferenza che viviamo, che abbiamo già passato ed ecco che si è portati a non credere più a quello che ci viene detto da un cuore che ci ha fatto già del male, perché appare evidente la mancanza di verità che, pur se nascosta, sia uomini che donne, dietro vili prudenze, lasciano sempre il dubbio dei comportamenti, così normale di tanti, quando corrono verso fasci di luce illusoria, dietro qualcosa che non valeva la pena fare, lasciando dentro solo grande sofferenza che il dubbio sa sa portare in ogni respiro