Rosa d'autunno
Caterina Zappia
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Fra i languidi bagliori d'autunno
ho sentito sussurrare l'ultima rosa,
fra i miagolii di un gatto con la scabbia
sopra la terra che ostenta ogni cosa.
È gracile lo stelo sotto il faro
in penombra bivacca sogni di vita,
in singulti aspri come ciuffi di cicoria
dimenticando una stagione ormai finita.
Sono pallidi i petali e senza ardore
come timbri nati da una lenta malinconia,
iniziano a marcare le prime ore del giorno
fino alla semplicità della tarda sera.
E' boriosa e aspetta l'imbrunire
per nascondersi dentro solchi di luna,
in un linguaggio schietto, senza arcani,
senza tempi, senza metrica, ne suoni.
Regna sovrana nel roseto ormai spento
nelle lunghe notti, fra le nude ombre,
poi s'adagia sul muretto per non morire
sopravvivendo a questi tempi amari.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (2)
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EnzoL27 settembre 2011
un testo fortemente evocativo... i colori d'autunno che coprono la stagione estiva, la stesura ottima, ritmica e versi originali ne fanno una lettura insolita ed apprezzatissima. complimenti
Franca Donà astrofelia27 settembre 2011
colori e sapore di vita a sfumare nel tramonto delle stagioni. splendide immagini e metafore.


