L'insostenibile peso della solitudine

Fluiscono ritmi e cadenze
dalla radio vicino al capezzale.
Per tanta gente è tempo
di poltrire, appena finito
il desinare, la mente sonnacchiosa,
senza idee, senza niente.
Eppur è sol la mia che non riposa?
Mi martella come stridente
sferragliar d'argani
e di riflesso batton le tempie,
violente, ed un senso di dolore,
ancor appena sommesso,
comincia a circolare in ogni dove,
come il sangue nelle vene.
E' insopportabile il peso
delle mie idee, piu' che pesanti catene.
Che voglia d'impazzire,
esser libero come un ossesso,
privo d'affanni, pianti, lutti,
senza rimpianti, senza desideri,
senza me stesso!
©
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