Una storia d'altri versi (liberi)
Quel giorno si era vestita di fretta
aveva già troppo da fare
mettere in rima una galleria di pietre d'autore,
oppure pilotare aquiloni di frasi imperfette
verso gli approdi sicuri di una valle
dove alla metrica non avrebbe mai ceduto il cuore
badando bene di non farle fare rima con amore
ma con il suono dell'anima.
Quel giorno si era vestita di fretta
correndo teneva in tasca ben stretto
il suo radiogoniometro di qualità
comprato alla fierucola della poesia onesta
dove si barattano versi per carezze
sogni per abbronzature
e incubi per struggevolezze d'antan
Faceva caldo, quel giorno, non c'era tempo
per notare che al fosso le rane gracidavano più forte
mentre il pullman era già sul tornante
e lei come a solito in ritardo sui tempi
con un solo obiettivo: farsi trovare
sul rettilineo della valle silente
a salutare la corriera della frase interrotta
guidata dal condottiero della parola avvenente
con il suo carico di refusi e d' idee confuse
e di sorrisi come una folla inerte.
E quando questa passò, lei, ancora lontana
si limitò a fare ciao con la mano
mentre l'autista dallo sguardo invadente
dava due colpi di clacson
proprio come il cannone
spara alla luna la sua inutile gogna.
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