Domani
Caterina Zappia
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Mi domanda la foglia e poi il carniere,
dove farò il passero domani,
anche la rosa che non ha mani
dosa da ora il suo profumo.
Cosa vuoi che sia il domani….
è spazio d’innocenza che perseguita la pelle,
è una fetta di pane caldo per la fame
goccia di speranza senza offesa.
Cosa vuoi che sia il domani….
occhi che si scontrano nel passato,
chini sulla voce rauca del presente,
barattando anche piccole emozioni
dentro un volo d’ombra incoerente.
Fa paura il petto del domani….
lo guardo smarrita per confondermi,
immaginandolo chiuso fra le viscide pareti
dentro una vecchia dimora delle cose,
sotto uno sguardo di luna senza pretese.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (2)
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Midesa24 ottobre 2011
quanta intensita' si percepisce nelle splendide metafore che raffigurano questa voglia tra mistero e desiderio del domani...
Rita Stanzione24 ottobre 2011
superba poesia ricca di metafore molto apprezzate, complimenti all'autrice


