Ancora
Caterina Zappia
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l’anima è tiepida dalle parole
dall’amore che volava come un’aquila,
erano cime dorate quelle su cui poggiavi
il cuore, ed il sorriso era bozzolo di neve.
Io seppi contare i lunghi giorni convulsi
e ho tenuto le falde sulle mie ginocchia,
come un pastore fa con le sue pecore
dentro i rintocchi della fatica sulla sera.
E sfuggivi a quelle poche sfere di sole,
che il cielo aveva ricamato a fiumi,
sui tuoi sentieri ombrosi e inariditi
mentre la luna nascondeva le sue mani.
Dov’è l’alba, chiedevi ai ciottoli seminati
quando passavi e ti specchiavi sulle foglie?
Erano, del biancospino le ultime, ricordo,
forse di zagara, quelle che tenevi nel taschino,
ed il petto così ti profumava.
Ancora tiepidi si svegliano i tornanti calpestati
dalle voci che sembravano scintille di pioggia,
il selciato ha lastre di passato ancora umide
ho camminato a piedi a scalzi.
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Antonella Modaffari Bartoli9 novembre 2011
Camminare sulle pietre dolorose del passato è a volte duro e faticoso. Un pesante fardello da trascinarsi dietro. Non rimane che la speranza di una nuova primavera.

