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Riflessioni 10 novembre 2011 · lettura 1 min · 2877 letture

Il canto della pioggia

Caterina Zappia 931 poesie pubblicate
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Ho preso il pianto che annegava gli occhi e le mie gocce lo hanno fatto sasso, il mio canto non conosce una musica nuova, ha radici profonde dentro acque malvagie accanto ai greti sbarrati dai lamenti. Il mio canto nasce da un lutto senza tempo da gramaglie appesi al collo di povere madri, da piedi nudi che masticavano dimore come pane, sotto gli ulivi nel mese di novembre. Ho preso le mani e le bocche assetate di vita quando le smorfie della fatica era immane, e le ho allungate sopra spenti giacigli allontanando i sorrisi dalle stanche sottane. Questo canto si disperde ancora sulle strade facendo cerchi di morte e solitudine, s'inabissano gli occhi nelle mie stesse lacrime e canto con la falce sulla disperazione . La morte s'inchina dentro pozze di dolore sotto le lame d’acqua che spezzano il giorno, mentre la notte si confessa nella sua oscurità e il canto della pioggia finisce in preghiera .
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Caterina Zappia

Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu

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Commenti (2)

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EnzoL10 novembre 2011

trovo questo testo malinconicamente perfetto, molto capace l'Autrice attraverso aggraziate metafore racconta di canti disperati... fatti di dolori che quasi sembrano nascosti e celati nelle notti di pioggia dell'anima e della realtà umanizzata... trovo gli ultimi 4 versi efficaci e veramente splendidi... un'opera pregevole

radicedi6410 novembre 2011

non si può fare a meno di spalancare le braccia, e il cuore e allargare di più tutte le ferite e lasciarsi annegare, ferire e lavare dall'acqua di questo canto. dalla sua cruda, bellissima autenticità. sempre efficacissima quest'autrice ma meravigliosamente, rocciosamente, liquidamente prepotente in questi suoi versi...