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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Franca Canfora
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Famiglia 10 novembre 2011 · lettura 1 min · 3560 letture

Ti voglio dire

F
Franca Canfora 284 poesie pubblicate
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Ti voglio dire mio caro figlio, di tutte quelle ore davanti alla finestra prigioniera, nei miei silenzi strani e sguardi persi, sgranando inverni e primavere. Ti voglio raccontare di questo mio dimenticare, dei giochi d’ombre e luci, cocci di specchi deformati. Tu soffri e gridi mio sconosciuto figlio, e tra le nebbie, tu tronco, io foglia, m’appari, e sei padre, sei madre. Ti ho già lasciato figlio, sagoma appesa a un passo dalla vita, e ritrovarmi potrai all’ombra di ali per volare.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

...e chi ha conosciuto da vicino il nemico Alzhaimer può capire...

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L'autore
Franca Canfora

Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon

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Commenti (3)

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Berta Biagini10 novembre 2011

Nel leggere questi versi si riesce a sentire l’affanno dell’autrice, un rantolo che rimane nelle vene - disperazione composta, propria di chi scrive.

Saverio Chiti10 novembre 2011

struggente... vera! chi ha ben conosciuto la piaga dell'alzhaimer, sa quel che dici! è una ferita che non si rimargina... mai. aver avuto un amico, un parente... un genitore con questa malattia può capire. trovarsi ogni volta nella condizione di "farsi" riconoscere, per poi dopo un periodo, non farci più caso e accontentarsi del "corpo" senza far caso alla mente che vaga in ogni dove. so quel che dico... a distanza di alcuni anni, è davvero una ferita che ancora sanguina la mia. allora cara Autrice, il mio rispetto! per aver "fotografato" la situazione in maniera così delicata e "umana"... credo che anche tu sappia di cosa hai scritto, forse perché lo hai vissuto. i tuoi versi scorrono leggeri e veri, e così pieni di sentimento. apprezzata!

Guevara11 novembre 2011

I bei versi di questa poesia, sfioronano un argomento molto delicato, e come dici tu, solo chi ha vissuto questo brutto problema può comprenderne la sua gravità. Tutti i mali sono brutti, ma quelli che attaccano la mente sono i più terribili, perché sgretolano le famiglie e soprattutto si deve far fronte alla cattiveria figlia dell'ignoranza. Un abbraccio