Morire di solitudine
Caterina Zappia
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Sono le mani tese della tua conquista
i baci poveri che mentono e tradiscono,
svelti sono i passi quando sotterri ogni cosa
e la fai identica ad un uomo senza scrupoli.
Su queste pozze nere dimora il giorno
la neve ritira a grappoli nel limbo la sua luce,
la strada è una ragnatela che si muove
e tu, sei la strega che stravolge le contrade.
Non ti condanno per il rigore con cui guidi l’anima
ma solo per l’inerzia che hai fatto del suo costato,
sei come un grosso tronco di una montagna cresciuta
dentro un petto, una forca d’ombra dentro il pianto.
Sono le mani tese della sorte a cogliere i languori
sull’angosciosa terra sotto gli alberi spogli,
attorcigliati come serpi dentro selvaggi racconti
agli angoli di questo incavo estremo .
Avanzano le tracce di questi silenzi bastardi,
sai, il vento non le smarrisce per nessuna ragione,
sulla sua pelle trasparente ha scolpito il tuo nome
e culla notti insonni con parole sfatte.
Ha le mani nel tuo fango e la paura deprime l’aria,
sono le mani tese del tuo giorno
che ignora i fianchi di mille tulipani
i suoni dei rami fra il chiarore delle stelle
e le stagioni che si offrono sovrani.
Ora che hai rapito anche il sangue, insegnale
questo morire lento, questo spazio presente
che lega con i fili di un ordito tessuto di notte
questi steli oramai raggiunti ed appassiti.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
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