Vetro
Paolo Ursaia
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Qualcosa
proprio come se
questa notte che implora l'alba
esiti a sorridere ancora.
Mi piove dentro,
fango di foglie d'aprile
sospetto d'autunno
nei giorni grigi di bruma...
non sospetto
di avere ancora pochi momenti,
alla vita sono attaccato
con tutti i miei denti;
ma è giorno d'ombra
e l'occhio spalancato
sul bisbiglio lacerato
non tace più: ho paura.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (2)
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C
Citarei Loretta Margherita16 novembre 2011
una profonda angoscia traspare da questi notevoli versi, complimenti apprezzatissima
ilaria montali16 novembre 2011
La paura che si concentra in pochi istanti quelli nei quali si coglie l'idea della perdita ed il grande amore per la vita. Una stesura impeccabile che dona l'emozione struggente in descrizioni dirette e coinvolgenti.

