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Dialettali 18 novembre 2011 · lettura 2 min · 2909 letture

A morti di me patri

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Na vota l’annu vegnu o cimiteru e portu un ciuri friscu a la to tomba. Quanta genti ti fa cumpagnia! Ci pensi a nonna Mera? Ora è cu tia! Dimmi chiù tostu comu ta passi ddocu? Faciti passiati e qualchi jocu? Ci sunnu sordi e fimmini attraenti? O sti cosi pi morti nun sunnu nenti? Sapissi chi tragedie nta la terra, pi sordi scuppiò natra guerra, cu tanti morti, tanti ammazzatini, si sparanu tra iddi sti cretini! Cu avi tortu? Cu avi ragiuni? Talii ncelu, ti metti a pinsari e nun’ani mancu voglia di parlari. Tutti hannu tortu? Nuddu avi ragiuni? E’ chista la risposta chi mi duni? Traduzione La morte di mio padre Una volta all’anno vengo al cimitero e porto un fiore fresco alla tua tomba. Quanta gente ti fa compagnia! Ricordi la nonna Mera? Ora è con te! Dimmi piuttosto come te la passi lì? Fate passeggiate e qualche gioco? Ci sono soldi e donne attraenti? O queste cose per i morti sono niente? Sapessi che tragedie sulla terra, per i soldi è scoppiata un’altra guerra, con tanti morti, tante uccisioni, si sparano per niente questi cretini! Chi ha torto, chi ha ragione? Guardi in cielo, ti metti a pensare e non hai neanche voglia di parlare. Tutti hanno torto, nessuno ha ragione? E’ questa la risposta che mi dai?
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In occasione del 30° anniversario della morte di mio padre.

L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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La nostra lingua riesce a commuovere, dipingendo (Giacomo Scimonelli)

immagini nitide e coinvolgenti... complimenti (Giacomo Scimonelli)

Commenti (4)

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Sara Acireale9 ottobre 2013

Il Poeta dialoga col padre morto e gli chiede notizie dell'aldilà, gli fa mille domande e cioè se in cielo può andare a passeggiare, se ci sono donne attraenti, se si trova bene con gli altri... Insomma è come se questa dimensione fosse un'estensione di questo mondo terreno. Al padre racconta delle tragedie che succedono sul nostro pianeta, delle guerre fratricide, della violenza che impera in omaggio al dio Mammona. "Chi ha torto, chi ha ragione?" Chiede il Poeta e il padre saggiamente risponde che tutti hanno torto... Un messaggio bellissimo, da non sottovalutare, in questa meravigliosa poesia in vernacolo

Angela Schembri31 maggio 2016

Un accorato e aperto dialogo con il padre defunto tocca con questi versi quel mistero sull'indissolubilità del legame affettivo anche oltre la morte. Il poeta cerca di accorciare quel tempo di separazione dal padre avvicinandosi a lui per conoscere le sue condizioni di vita nell'aldilà. In un secondo momento avvicina il padre a sè raccontandogli tutto ciò che è successo da quando non è più in vita. E' un bellissimo incontro fra due mondi. Molto sentita e piacevole alla lettura sia per contenuto e sia per la scorrevolezza del dialetto siciliano. Affascinata dal tanto amore espresso in questa lirica. Complimenti!

Marinella Fois2 novembre 2018

Letto con piacere questa lirica, dove il poeta, si rivolge al padre defunto a raccontargli ciò che succede in questa terra, nel frattempo gli chiede come sta...

Giacomo Scimonelli31 luglio 2020

Dopo aver letto la Poesia dedicata alla mamma, mi rendo conto sempre più di come sia indissolubile il legame tra un genitore e un figlio... il Poeta anche in questi versi trasmette emozioni e le sue parole sono ricche di sentimento. Un dialogo che non può interrompersi... E non importa se il caro papà non risponderà... l’autore è sicuro che il padre ascolterà le sue parole... Poesia toccante...