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Dialettali 25 novembre 2011 · lettura 2 min · 5626 letture

A stati fora

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Ci pensu comu fussi ancora ora quannu a la stati minni iva fora. Me patri mi mannava all’acqua sulu, cu li varlira accavaddru lu mulu. Cu zarchi e patati, cipuddri e pumadora, sardi salati e tanti cosi ancora, me matri mi faciva u cuddriruni e di lu munnu mi sintia patruni. Quannu lu celu si faciva scuru tantu mi piaciva stari sulu, ascutari lu cantu di li griddri sutta lu celu chinu di stiddri. M’addrumisciva all’aria aperta, senza matarazzu e mancu cuperta. M’addrivigliava cu l’ossa tutti rutti, mbriacatu di lu iaru di li frutti. Cugliava ficu, pira e racina: na rappa nni mangiava ogni matina! Scutulava mennuli, di nterra li cuglìa, lu tempu passava nni l’alligria! Si stava propriu beni la stati fora: apposta mu ricordu ancora ora! La traduzione L’estate in campagna. Ci penso come fosse ancora ora quando d’estate andavo in campagna. Mio padre mi mandava all’acqua da solo con i barili a cavallo sul mulo. Con segale e patate, cipolle e pomodori, acciughe salate e tante cose ancora, mia madre preparava la pizza e del mondo mi sentivo padrone. Quando il cielo si faceva buio mi piaceva tanto stare da solo, ascoltare il canto dei grilli sotto il cielo pieno di stelle. M’addormentavo all’aria aperta senza materasso e neanche coperta. Mi svegliavo con le ossa tutte rotte ubriacato dal profumo dei frutti. Raccoglievo fichi, pere ed uva: un grappolo ne mangiavo ogni mattina! Facevo cadere le mandorle, e le raccoglievo da terra, il tempo passava in allegria. Si stava proprio bene d’estate in campagna: per questo me lo ricordo ancora ora!
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E' la narrazione dell'estate della mia infanzia trascorsa in campagna e riaffiora la dolce nostalgia per il tempo andato ed il ricordo della vita a contatto con la natura. Ah se si potesse ritornare indietro ad ascoltare il canto dei grilli e ad osservare il cielo stellato!26 settembre 2012
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Commenti (3)

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Salvo Angrisani12 novembre 2013

Lirica poetica scritta magistralmente nell'era di un'estate passata all'ombra di un'infanzia che ancora dondola sulle righe della memoria. Letta e piaciuta moltissimo. Complimenti

Sara Acireale13 novembre 2013

Il Poeta ricorda con nostalgia l'estate di tanti anni fa trascorsa nella campagna di Sicilia. È acuta e profonda la sua nostalgia per un periodo felice che non ritornerà mai più. Ricorda quando il padre lo mandava da solo a riempire l'acqua, si metteva a cavallo di un mulo e andava a riempire barili d'acqua. Si addormentava all'aria aperta, sulla nuda terra, sotto un cielo stellato. Si svegliava con le ossa indonlezite ma felice per il canto dei grilli e l'odore della frutta. Una lirica bella e nostalgica con immagini evocative di un tempo felice che non ritornerà mai più.

Angela Schembri1 luglio 2016

Ricordi che profumano di antico, che sanno di un tempo passato, quando in estate si lasciava il paese per rigenerarsi respirando aria di campagna. E' un rievocare, con questi versi, immagini che sanno ancora di felicità, spensieratezza ma anche di piacevole avventura con quel contatto diretto con la bellezza che la natura offre. A condire questa lirica è il sentire di emozioni vissute dal poeta che ben riesce a trasmettere al lettore con un movimento di immagini, ricche, ben dettagliate. Ho rivissuto le mie estati di tanto tempo fa. Complimenti, è superlativa!