Serenade
Paolo Ursaia
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Ho udito
ho udito anni di parole
e non temo il lavorio del mondo
ma le mie viscere nude.
Parla di te
il mio cuore indaffarato,
sono muto
senza la tua carezza;
dove non scorre il mare
hai portato vita,
è apparsa luce
ove non splendeva il sole.
L'alba è nei tuoi occhi
ed il nudo cielo
seppellisce le mie paure
nell'amore che regali;
non è più tempo di funamboli
ma d'una donna e d'un uomo
che vanno lenti,
mano nella mano.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (1)
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Arcangelo Galante29 novembre 2011
Stupenda dedica d'amore che descrive le ragioni dell'amato per colei che rappresenta il grande scopo della propria vita. Romanticismo, delicatezza, forte sensibilità, traspaiono nella lettura di questi versi, per davvero molto dolci.

