Sette di marea (parte prima)
Spingevano, urtavano, mormoravano.
Sarà stata della vanità in quell'ombra
che lenta, oscena si nutriva di stipiti:
in faccia ho guardato la poesia.
Avidi di smorfie da enumerare gialle.
Ancora la stessa donna
distesa nell'aria, dai corvi riversi e bianchi
a cantare sulle mani brumose.
Poi i capelli pulsanti come ponti fra le tempie.
Tuez la couleur des reveries,
no eyes to ignite the pale queen tonight!
Eravate lì anche voi fra venti anni?
Le tre sinusoidi, compenso a due stelle,
in squallidi ostelli di tristi visioni
sole,
sul comodino, che folle isteriche di me
hanno sempre fissato.
Prima di noi hanno stretto il nodo, e temono le cravatte.
"Le mie dita convulse sul muro" diceva;
e il verso libero nel velluto estivo.
Come back the old frame too,
j'ai besoin de la briser pour crier.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
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