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Dialettali 6 dicembre 2011 · lettura 2 min · 5946 letture

A me’ terra

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Quantu si beddra nicareddra mia, unni mi vontu, vontu viu a tia. Taliu lu to celu e lu to mari, sempri cu tia vulissi stari. Sapissi chi piciari chi mi duna taliari lu to suli e la to luna. Quannu a li voti da Scilla ti taliu mi pari a prova ca esisti Diu! Un jornu terra mia’ vulissi turnari spirannu d’aiutariti a cangiari! Dimmi beddra me’ quanne’ ca tornu? Nun viu l’ura c’arriva stu jornu, pi m’abbrazzari forti a lu tò pettu e dariti pi sempri lu me’affettu, chiddru ca un figliu a so’ matri duna quannu d’avilla avi la furtuna! Traduzione La mia terra Quanto sei bella piccolina mia, dovunque guardo non vedo che te. Guardo il tuo cielo ed il tuo mare, sempre con te vorrei stare. Sapessi che piacere che mi dà guardare il tuo sole e la tua luna. Quando a volte da Scilla ti guardo io mi sembra la prova che esiste Dio! Un giorno terra mia vorrei tornare sperando di aiutarti a cambiare! Dimmi terra mia quando torno? Non vedo l’ora che arrivi il giorno, per abbracciarmi forte al tuo petto e darti per sempre il mio affetto, quello che un figlio dà a sua madre quando d’averla ha la fortuna!
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Un atto di autentico amore verso la Sicilia, la Terra che mi ha dato i natali e che, nonostante l'abbia lasciato da più di 30 anni, la porto sempre nel cuore e coltivo la speranza, ormai quasi sicuramente vana, di poterci un giorno ritornare!15 settembre 2012
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Complimenti. Buon pomeriggio ❤️ (Alberto De Matteis)

Lirica che emoziona. Buona serata (Alberto De Matteis)

Commenti (4)

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S
Salvatore Linguanti28 novembre 2013

La terra è una madre che non si dimentica mai e che non muore mai. La descrizione poetica trasmette emozioni, peraltro condivise.

Sara Acireale29 novembre 2013

La terra che ci ha dato i natali è come una madre che non si dimentica mai. E come potrebbe colui che è costretto a vivere fuori dalla Sicilia per lavoro, dimenticare i suoi colori, i suoi odori e i suoi sapori? Come potrebbe dimenticare il suo cielo limpido, l'azzurro del suo mare, la svariata quantità e qualità di frutta che produce? Anche volendo non si può dimenticare la bellezza e la meraviglia di quest'isola che tanti poeti ha ispirato, molti hanno cantato alla Sicilia come a una donna bellissima ma... un po' contradditoria. Il Poeta spera, un giorno, di potere ritornare a vivere nella sua terra natia per gustare ancora il sapore dell'isola, per deliziarsi ancora dei suoi meravigliosi colori...

Angela Schembri2 aprile 2016

Accorati versi pieni di tristezza e nostalgia, versi che dimostrano quanto è stato penoso e lo è tuttora il distacco dalla propria terra natia, qualunque ne sia il motivo. Un amaro e non voluto destino ha costretto ad emigrare, con molta rassegnazione, gli abitanti della magnifica Sicilia, terra ricca di bellezze naturali, di storia antica e molte ancorate tradizioni, questo al fine di garantire un vivibile futuro a se stessi ed ai propri cari. Ma chi la lascia, spera sempre in cuor suo, sino alla morte, di ritornare all'amata Sicilia, auspicando di ritrovare sempre un'isola meravigliosa, non povera ma più "solida". Veramente sentita, arricchita da bellissime rime poetiche e tante emozioni. Un applauso!

Alberto De Matteis18 gennaio 2025

La lirica "A me’ terra" di M. La Rocca si inserisce nel filone della poesia dialettale, nella quale egli è un maestro indiscusso. La Sicilia, sua terra d’origine la vede come una piccolina bella che continuamente il poeta sta a guardare e contemplare, a nulla influendo la grande distanza che lo separa per motivi di lavoro. Grande, però, è il desiderio di poter tornare. Lo dimostra l’accorato interrogativo: dimmi, terra mia, quando potrò tornare. E in queste parole si esprime tutto l’affetto che un figlio nutre verso la propria madre. La struttura del componimento poetico è semplice, spontanea ed immediata; il contenuto dalle immagini suggestive ed evocative infondono emozioni e sensazioni particolari nel lettore. Elogio all’autore