La nera consorte
E nel mio inverno
sapore d'eterno.
Gelido cocchio di morte
vi traghetta per fantasie contorte
verso l'Inferno,
dove lontano è il frutto materno.
La vedova seduta alla finestra
(suona intanto l'arcana e tetra orchestra)
nel suo pugno, l'appassito fiore di ginestra.
Cupo è l'abito
cupa è la fronte
quanto di gioia è il sorriso lambito
quanto sul fango, d'infamia le impronte.
Il coltello che ha dato la morte
celato è stato dalla nera consorte.
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