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Dialettali 21 dicembre 2011 · lettura 2 min · 4728 letture

U beddu giru

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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U vidi chi beddu giru ca mi fici? Ci sunnu lepri, torturi, pirnici, zorbi, sbergi, pircoca, nuci e, quannu chiovi, puru babaluci. Talia quanti rappi di racina: sapissi comu è duci la matina, quannu è vagnata di la brina! C'è nsolia, u zibibbu, a pirunara: quannu la cogliu l'arma si sana! Sunnu carricati i beddi ulivi, dopu tant'anni sunnu vivi, vivi. T'adduni la fastuca comu è ianca? Quannu la cogli unu si stanca! Bravu me frati, me frati chiù granni! Ti facisti u beddu giriddu! Ci sunnu arbuli, c'è tanta racina: e quannu t’addrivigli la matina respiri aria di prufumu china! Il bel podere Lo vedi che bel podere mi sono fatto? Ci sono lepri, tortore, pernici. sorbe, pesche, albicocche, noci e, quando piove, anche le lumache. Guarda quanti grappoli di uva: sapessi come è dolce la mattina, quando è bagnata dalla brina! C’è la nsolia, lo zibibbo, la pirunara: quando uno la raccoglie l’anima si sana! Son ben carichi i belli ulivi, dopo tanti anni sono ancora vivi. Lo vedi il pistacchio come è bianco? Quando lo raccoglie uno si stanca! Bravo mio fratello, mio fratello maggiore, ti sei fatto un bel podere! Ci sono alberi, c’è tanta uva: e quando ti risvegli la mattina respiri aria di profumo piena!
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Poesia dedicata alla campagna siciliana che profuma di natura colorata ed incantevole!

L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Commenti (3)

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G
Giovanni De Simone20 novembre 2013

Molto bella e ricca di sapori, ma nel "giru" anche se grande non ci sono "Ficu pali e carruba".

Sara Acireale20 novembre 2013

U bennu giru, il podere del fratello è stato la "musa ispiratrice" di questi versi che narrano della vita contadina, bucolica della Sicilia. Il podere è grande, ci sono lepri, tortore e pernici. Si sente il profumo della frutta: albicocche, pesche, noci e grappoli di succosa uva. Colori e profumi che soltanto nella campagna siciliana si possono riscontrare. È una delizia questo "giru" raccontato dal Poeta in vernacolo, sembra di essere in un paradiso terrestre... Belle e genuine le immagini

Angela Schembri22 novembre 2016

Si respira tanto amore in questa poesia in vernacolo per l'amata terra di Sicilia e per ciò che riesce a donare. Chi legge fa un bel viaggio trovandosi in un antico podere fra animali, alberi rigogliosi e frutta maturata al sole, assaporata nel fresco mattino con aria pulita ed ossigenata. Una lettura che trasporta magicamente in un meraviglioso posto. Complimenti, assaporata e piaciuta.