50 lettori online · 362.837 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale michelangelolarocca.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Racconti Dialettali
Dialettali 28 dicembre 2011 · lettura 1 min · 5392 letture

Me patri cu me matri ncelu

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
+ Segui
Sugnu cu to matri mparadisu, comu sempri è carina, e puru cca ncelu mi sta vicina. Mi porta u cafè, u pani ammugliatu e lu sciroppu si sugnu arrafatatu. Pripara u maccu cu li cavateddri, li cuddriruna e tanti cosi beddri. Mi manca lu trinciatu chiddru forti, nun lu vonnu dari a natri morti, dicinu ca fa mali a la saluti: a cu vonnu babbiari sti curnuti? Traduzione. Sono con tua madre in paradiso, come sempre è carina, e pure qua in cielo mi sta vicina. Mi porta il caffè, il pane inzuppato, e lo sciroppo se sono costipato. Prepara la purea di fave con i cavatelli, la pizza con le verdure e tante cose buone. Mi manca il trinciato, quello forte, non lo vogliano dare ai noi defunti, dicono che fa male alla salute: a chi vogliono sfottere questi cornuti?
♥ 1 💬 4
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Dopo la morte di mia madre ho immaginato che avesse raggiunto mio padre in Paradiso e che lui mi raccontasse del loro stare insieme: come in terra così in cielo, la vita anche oltre la morte!15 aprile 2012
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

Tutte le opere →

La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Originale e molto apprezzata... Un abbraccio (Giacomo Scimonelli)

Letta con piacere, molto simpatica. Buon pomeriggi (Antonietta Angela Bianco)

Commenti (4)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Sara Acireale15 luglio 2013

È originale questa poesia in vernacolo... Il Poeta immagina per i suoi genitori un paradiso speciale, come se fosse la continuazione di ciò che facevano sulla terra. Immagina un colloquio con il padre che gli dice che la mamma lavora sempre per lui "Mi porta u cafè, u pani ammugliatu e lu sciroppu si sugnu arrafatatu". Versi particolari ma molto gradevoli...

Marinella Fois2 novembre 2018

Una poesia che mi lascia stupita per l’originalità, ma sicuramente apprezzata!

Giacomo Scimonelli19 maggio 2021

Davvero originale e gradevole questa Poesia... Un testo che si distanzia in maniera netta dalle lacrime legate alla nostalgia per una persona speciale che non vive più su questa terra... L’autore in questo testo immagina un dialogo con l’amato padre che gli racconta ciò che accade in paradiso... e di come passi le giornate con l’arrivo della moglie (madre dell’autore). Ironia e rispetto assoluto per chi non c’è più...la fantasia aiuta ad affrontare il dolore, con un sorriso dolcissimo che non guasta.

Bella e simpatica questa originale poesia in cui la madre continua a occuparsi del marito anche in cielo. Però gli manca il trinciato, forse perché in cielo non sono consentiti vizi. Un bella sorpresa questa tua lirica. Complimenti Michelangelo