Grembo di madre
Lunga è l’attesa che ti plasma,
che ti fa carne nel mio grembo teso,
un volo di farfalle i tuoi piedini,
se ti carezzo piano.
Tu, piccolo mio fiore,
figlio d’una notte di stelle e
d’un veleno chiamato amore,
finito all'alba,
tu nascerai, perché non sei l’errore.
Avrai le braccia e i baci miei,
forse la sua voce e quei suoi occhi
che t’hanno già dimenticato.
Faticheremo insieme,
tra gioia spasimo e dolore.
E poi la luce a cominciare il viaggio.
E non sarà deserto
questo nostro andare.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
Commenti (1)
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Berta Biagini1 gennaio 2012
Versi che mi hanno scioccata per la grande, forte sensibilità che emanano – un brivido è corso nelle vene – immenso il pensiero dedicato a chi è privo dell’amore di una madre – sensazione nella quale non posso fare a meno di immergermi e rimanere folgorata per la sua tragicità. Talmente sono caldi questi versi che riescono persino a farci fare un pensierino... per il futuro. Chissà ...!
