La coda dello scorpione
Paolo Ursaia
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Ascolta e tace
la mia anima,
e non comprende;
dimmela tu, se puoi,
la differenza tra Caino e Caino
tra rubare
e costringere a farlo,
tra uccidere e far morire.
Il male
non mi è simpatico,
nemmeno
se ha il volto affabile;
titillare
la coda dello scorpione
sperandolo amico
è giocare con la vita.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (1)
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Pino Penny9 gennaio 2012
bello il quadro: chi l'ha fatto? la poesia mi piace e si interroga sul perché del male e sul"bisogno"di farlo di cui il mondo pare ne sia pieno( oppure ho sbagliato?)

