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Paolo Ursaia
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Non è ancora finito
il banchetto della mia miseria,
ma la strada fatta di cocci
è quasi finita...
si passeggiava in altri tempi,
son passati cent'anni;
sono sceso senza far rumore
nel fresco dell'alba
e vi osservo
da quest'apparente distanza
coltivar le medesime illusioni,
mille volte più disperate.
Speranza malinconica
nostalgia dei vostri anni,
cosa sento da voi?
Tutto nasce e muore,
ed il tumulto e lo strepito
sono gli stessi,
non contano le maschere,
diverse e sempre uguali;
siamo tutti antichi
agli occhi di un nuovo nato:
è solo amore
che ci rende giovani ed uguali.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (1)
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Giusy Cancemi Di Maria10 gennaio 2012
Già. Solo L'amore può renderci giovani ed eguali. Quanta positività e voglia di sperare che regala questa poesia. In ogni verso sentito, ben scritto e vissuto dal suo concepimento fino al parto. Ne sento il battito...

