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Uomini 15 gennaio 2012 · lettura 1 min · 7874 letture

Papà

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Ti saluto, padre; ormai separati sono i passi, ma siamo sempre insieme nel riverbero triste degli spazi vuoti ove non crescono che erbacce illuminate dai lampioni. Vorrei presentarti a lei, il mio amore, nel cui calore vivo riconosco le tue sfumature; m'insegnasti che il grande atto isolato è pregio di molti, ma di pochi è il gesto quotidiano che rende dolce il sapore della vita... non capì la tua donna, era per lei scontato il fiore, superfluo il "ti amo". Non capì mia madre fino a quando tutto fuggì via, acqua tra le dita; ricordo nei tuoi occhi la sconfinata amarezza nel vedere amore ed attenzioni bruciate nel gelido razionale avaro di gesti e parole pieno di vuoto orgoglio di sciatta disattenzione: ti ferì, senza nemmeno saperlo. Ma sei migliore di me, non conservi rancore; e quello che ho di buono è nel tuo esempio, profumato d'amore.
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Papà...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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