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Ribellione 26 gennaio 2012 · lettura 1 min · 3089 letture

Assassini

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Annega Abele in questo nero letamaio ove Caino prospera tra i suoi mille ufficiali tra grigi avvocati per cui tutto è lecito tranne che punire l'assassino e ricordare le sue vittime. Hai ucciso la sua famiglia con quella folle corsa ubriaca e fatta ma tutto è lecito; hai ucciso lui con quel ghigno soddisfatto alla guida di quell'auto, ma tutto è lecito. Il sangue degl'innocenti non ha colore, troppo facile giustificare ogni scempio.
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Un ragazzo di 23 anni, ubriaco e strafatto, corre a 120 km l'ora in una stradina, travolge una famiglia, uccide una madre, una figlia di 12 anni, un figlio di 10 anni. Il padre, ferito, partecipa ai funerali in barella. Poi, nei mesi successivi, si uccide, sconvolto di vedere a piede libero, alla guida della sua auto, l'omicida. Che adesso, avendo patteggiato, "rischia" 2 anni con la sospensione della pena. No comment.

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (2)

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Emanuele Martina27 gennaio 2012

no comment alla giustizia italiana, si punisce solo per i reati patrimoniali, ma chi uccide cosi, ed i casi sono davvero tanti negli ultimi anni, a volte non fà neanche un giorno di galera, addiritura i domiciliari danno, come hai detto tu... no comment, lirica veritiera e coinvolgente, complimenti

Clelia Maria Parente20 giugno 2015

Che tristezza è la vita, viene da piangere nel leggere questi versi: una famiglia distrutta e l'assassino che va a piede libero. E' giustizia? No, è solo tanta tristezza e rabbia che commuovono. Letta, ma con tanto rimpianto. Complimenti all'autore che ha saputo descrivere questi momenti di tristezza e malinconia. E il mio cuore piange...