Tornerà il favonio
Nemesis Marina Perozzi
507 poesie pubblicate
+ Segui

Singhiozzo di respiro, atrofizzato cuore,
ischemia di pensieri sgocciolati sul selciato molle
di un marciapiede dimenticato
dai giochi col gesso e con le biglie.
Il tacco a spillo s'incaglia tra bitume e sudore sfatto
nell'afa dell'aria greve che sale inesorabile dal lago,
incollando poltiglia di ricordi fragranti d'acacia
ad occhi sbavati ed insonni, in cerca di sorriso.
Cadute e ricadute sul medesimo inciampo
costringono ancora a rallentare il passo,
in attesa che scenda il favonio dai monti,
sferzando di sabbia le gote,
incrinando di sangue le labbra,
offrendo l'odore pungente del fieno,
ove l'ortica contende il pascolo al brugo
e le caviglie sciolte dal giogo,
di viola mirtillo macchiate,
affideranno al soffio del vento
l'ombra di un rancore che non esiste più.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi29 gennaio 2012
Poesia che ben rende l'idea del cercare il sorriso che arriva nella chiusa con versi lievi e delicati.

