Testamento
Ti lascio lusinghe di aneliti antichi,
ti affido speranze di mondi più equi
dove il bene che assurge
copre
fino a esecrare
i soprusi ed i torti
degli ingiusti e dei vili.
Manigoldi e ribaldi
non conoscono asilo,
il grugnito del porco
ora glabro e mondato
solo è flebil lamento
e la quiete avviluppa
le tue membra e il tuo io
fino a renderti ebbro,
giubilante e beato.
Per riuscire a innalzarti,
ad assurgere a tanto
fatti astemio d'infamie,
malefatte aborrisci;
cerca ogn'ora la luce
iridescenza maliosa
che rischiara il tuo ire
e ad alta sfera ti avvia.
©
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