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Impressioni 8 febbraio 2012 · lettura 1 min · 2939 letture

Parsifal si è stancato

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Parlo a te, Destino... mi sono fatto i vermi in corpo ho dato tutto ed altro avrei dato nell'affannosa ricerca se il tuo assoluto nulla non m'avesse rubato il tempo, la voglia. A stento hai tollerato la mia esistenza, artigliandomi con dita gelate; ogni verità muore nel tuo finto amore quasi spregiassi pulizia e dedizione condannandomi alla clessidra alla corsa senza fiato al giudizio crudo del tuo volto senza sorriso. Ed hai donato occasioni e sorrisi a chi non cercava quel Calice, svillaneggiato e deriso, ma solo il turpe gioco d'un miope egoismo; ma comprendo l'infida strategia. Non hai mosso un dito per me per la mia fatica; semplicemente non volevi lo trovassi quel sacro simbolo: meglio dire che tutto è vano piuttosto che ammettere che esiste un Uomo.
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Parsifal... la sua Saga mi ha sempre affascinato... già ne ho scritto...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (1)

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Lena Orfeo8 febbraio 2012

Mi ha trasmesso tanto questa poesia soprattutto lo stato d'animo di colui che sembra arrendersi davanti all'ennesima ingiustizia. A volte sembra che la sorte si accanisca con alcune persone e che né la preghiera né la fede bastino a cambiare le cose. Conosco bene questo tipo di realtà perché l'ho vissuta con mia madre. So bene dello scoramento, di come sia facile entrare nel pessimismo e di come ci si senta soli e credo lo sappia anche l'Uomo di cui parli... Ricordo una bellissima lettura di un uomo che camminando sulla sabbia non vedendo alcuna orma se ne preoccupò sentendosi solo e abbandonato. Ma qualcuno gli spiegò che ciò avveniva perché Dio, in quel preciso istante, lo stava portando in braccio... Bellissima... Complimenti!»