Politicosauri
Paolo Ursaia
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Inclini al sorriso sgraziato
obliquo e smunto,
brancolate
nel luogo comune;
sensi unici
miopi al proprio errore
misconosciuto e negato,
presbiti all'altrui,
al diavolo
la trave nel mio occhio,
c'è una pagliuzza,
insopportabilmente nel tuo!
Ed io,
misero squallido banale
normodotato labiale,
striscio ora in Asia,
ora in Africa,
ad asciugar lacrime singole;
di più non posso,
limitato come sono.
Ed assisto ammirato
alla strage i microfoni,
alla tragedia di parole
che giace davanti a te...
e tutto ciò, è evidente,
seduto in poltrona;
altrimenti come mai
e sempre a senso unico?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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