Il Limite
Roberta Viotti
130 poesie pubblicate
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Quando il mattino cade dai sogni
i pensieri ruotano nella penombra
polverosi e ambrati come impressioni
profumati di un aroma indicibile
protetti e inviolati
e appesi umidi e stellati
alle dita ancora ombrose di notte
Quando mi parli
la tua voce mi divora le spalle
obliqua e turgida come un miele ostinato
e intrisa e svelta e definitiva
una terra carnosa di grano
il palpito caldo del sangue un garofano impetuoso
la strada disposta di tutti i tuoi occhi
la luce d’acqua
sulla pietra chiarita della tua fronte
e mi circonda
come il canto antico degli oceani
viva e turchese e piovosa
e aperta
come mani gravide di baci
Nel confine che taglia il suono
fra i racconti e le cicatrici
riaffioro nel giorno
e nella tua bocca piena d’echi
©
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L'autore
Roberta Viotti
Commenti (2)
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Patrizia Ensoli20 febbraio 2012
Una meraviglia d'amore, corrono l'immagini e fanno capriole fra metafore da fiaba e realtà visive ... Molto bella e trasognante...
Omero Sala20 febbraio 2012
I primi sette versi sono bellissimi. E la poesia potrebbe finire lì, in quel preludio dolce che racconta la favola bella del dormiveglia e del risveglio di una incantevole creatura. Dall'ottavo verso in poi Eowin si sveglia del tutto, apre gli occhi e si guarda in giro, apre le orecchie e ascolta, accende il motore (?) e decolla: al flauto subentrano i cento strumenti dell'orchestra e poi le mille canne di un organo: il preludio si fa suonata barocca, concerto romantico, sinfonia polistrumentale, ... verso un finale - giustamente - pieno di echi. Applausi.


