Ventunu Marzu
Michelangelo La Rocca
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Da primavera
è a prima jurnata,
la genti è allegra,
pari cangiata.
U suli luminusu
s’affaccia curiusu,
pi misi e misi
stetti siiddriatu
ormai è stancu di
stari ammucciatu.
Voli taliari lu munnu
pi capiri chi succedi
nta nostra terra,
si c’è la paci
o puru qualchi guerra.
Li iuri cumincianu
a iuriri, si fannu beddri
e vonnu cumpariri.
Ci sunnu li violi,
li rosi, i ciclamini,
attentu pedi miu
mentri camini,
nun fari mali
a sti criatura
anchi si un parlanu
sentinu i dulura!
Traduzione
Ventuno Marzo
Della primavera
è il primo giorno,
la gente è allegra,
sembra cambiata.
Il sole luminoso
s’affaccia curioso,
per mesi e mesi
è stato triste,
orami è stanco di
stare nascosto.
Vuole guardare il mondo,
per capire cosa succede
sulla nostra terra,
se c’è la pace
o anche qualche guerra.
I fiori cominciano a
fiorire, si fanno belli
vogliono apparire.
Ci sono le viole,
le rose, i ciclamini,
attento piede mio
mentre cammini,
a non fare male
a queste creature,
anche se non parlano
sentono i dolori!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Michelangelo La Rocca
Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz
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