L'anarchico e l'imbecille
Paolo Ursaia
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Vola il ragazzo;
istanti,
e parte scontato
il coro degl'imbecilli...
non sapete, è evidente,
cosa sia ordine senza potere,
ed ignorate che qualsiasi partito
è varietà di assolutismo;
parlate,
e temete l'autorganizzazione dal basso
temete le persone concrete
contro le istituzioni assolute,
ignorate la societa
continuamente rigenerata dall'accordo,
vi suonano male
antielettoralismo e internazionalismo,
antimilitarismo ed autogestione
e schifate
antirazzismo antisessismo,
e potrei continuare.
Un ragazzo disarmato cade,
armato solo di idee;
e parte il coro degli imbecilli,
il controcanto dei profittatori;
ci fu un uomo
che si definì anarchico,
lo sapete?
Si chiamava Gandhi.
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (1)
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Alessio Falaschi28 febbraio 2012
io mi definisco anarchico indivisualista... ma mi piace questa tua visione anarchica tolstojana... proprio ieri ho scoperto che anche gandhi si è definito anarchico (sito treccani)... è solo un caso? no

