La caduta del muro di berlino
Giovanni De Gattis
174 poesie pubblicate
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La storia è padrona dei sentimenti
in questo giorno di grandi sussulti.
Il tremolio
di una mano anziana, confusa
nel tempo, sospinge la speranza
ferita...
dall'esasperazione repressa di ribellione
verso la follia
di un passato suicida...
nell'incredulità del reale.
Cade!
Cade l'elemento
contraddittorio della libertà.
Cade il muro:
il muro di ostilità;
il muro di illusorietà.
Cade!
Cade sotto la spinta
di quella mano piena di rughe
passata alla storia
sdegnosa
in anni e anni di soffocamento.
Oh! giovine animo
ama la donna, la tua donna
senza guardarla in viso,
bruciato dal rimorso.
Ora... puoi!
Esplodere in un urlo
di indignazione gioiosa
c'è ancora, il giovine animo
in quella vecchia mano.
Crolla!
Crolla il mattone assassino
della dignità umana.
Quel mattone messo su
dalla stessa mano, allora credente
in una fede quasi divina...
ma che non lo era.
Tradito l'uomo.
Tradito il pensiero.
Tradito l'ideale.
Sprofondando in una fossa
buia e nera
dove il silenzio era
l'unico motivo di vita.
Cade!
Quel falso mattone
e la mano, ora, ne è fiera.
Oh! Giovine animo assapora
la tua vera identità.
Ora puoi!
Guardare in viso la tua donna:
quel viso rugato dal tempo
tornare giovine, liscio e bianco
e dagli occhi stanchi
torna il vigore perso
in notti insonni
amato a stento
in una passione repressa.
Esplode l'animo e torna
l'ardore di anni fecondi...
torna l'amore mai domo
torna il sentimento mai perso
crolla la rabbia di pianto
crolla il muro della discordia...
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L'autore
Giovanni De Gattis
Commenti (1)
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Francesco Rossi29 febbraio 2012
Composizione poetata magistrlmente. Si nota come l'autore o l'autrice abbia voluto porre l'accento sull'abbattimento dei confini sia ideologici che materiali. Condivisa appieno.

