Il semaforo
Nemesis Marina Perozzi
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Sosta obbligata all'agguato di un semaforo
sui lavori in corso, nella luce artificiale
che ammicca da una galleria all'altra,
lungo la strada costiera che conduce verso casa.
È un senso unico alternato,
che indugia sul tempo come i giorni
sprecati sfogliando i petali di una margherita sfatta,
appassita su ricordi spremuti di rabbia e di saliva amara.
Inutile aggredire il buio con la profondità dei fari
per stanare l'accenno di un sorriso intermittente
a cui incollare gli occhi stanchi e senza ciglia,
in questa notte bisestile così vuota e senza senso.
Scatterà di nuovo il verde provvisorio della vita,
ma non sarò lì ad ingranar la marcia
premendo il piede sull'acceleratore per risalire il viale:
metterò il cambio in folle, lasciando deviare le ruote verso la discesa.
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (1)
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antonio alberto fiorino4 marzo 2012
Brava... ben espressa la necessità di meditare sugli errori della vita, negli affetti, nelle relazioni e nelle scelte avventate in genere... complimenti

