Notturno
Paolo Ursaia
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Corre il vento sotto la luna
ed un braccio della notte
morde i miei occhi,
aperti nel buio;
nuvole corrono
mordendo le stelle
e mille pensieri
irrigano la mente.
Voce di bimbo
che chiama di fame,
una luce s'accende
ed un'ombra stanca
s'alza appannata,
guidata d'amore;
sono vivo,
lo sarò domani...
sul monte spoglio della vita
m'arrampico lento
libero il passo dalla paura
e sarà come sarà.
Non ho paura,
il mostro non mi ha avuto;
m'artigliasse ancora l'anima è libera,
ed aspetterei curioso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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