Fame
Paolo Ursaia
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Laggiù...
dilaterà il tempo
riempiendosi di niente
se non dolore
che vestirà
risentimento e rabbia
di quell'orrore nascosto
orbo di pentimento.
Troppo lontane le nuvole
in quei cieli sconfinati
sporcati dai nostri sguardi
gravati dalla zavorra vergognosa
d'esser gli altri,
quelli che andranno via
tornando al di là del mare,
civiltà finta e pasciuta;
immagineremo
un altro futuro
per gli occhi d'un bambino
lottando per non farli chiudere.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (3)
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Nicolina Macari16 marzo 2012
Basta guardare quei bambini e rimanere commossa con la preghiera di un futuro migliore. Molto apprezzata.
Laura Chiarina16 marzo 2012
Incisiva... complimenti, tema non semplice da portare in poesia.
Splendido Leotta Michele16 marzo 2012
poesia che ti prende e imbavaglia il cuore, molto sentite le dedicate parole che coinvolgono e toccano l'anima... notevole e tantissimo sentita nel determinato incedere ...complimenti



