La vita, fra timore e fortuna

Non cercar quel
che la fortuna mai ti darà.
E’ vano costruir
sull’instabile duna
un castello che mai saldo sarà.
Al primo avviso di temporale,
miseramente si sfalderà
e, poi, come colmare
la profonda voragine
che, immancabilmente,
al suo crollare s’aprirà?
E’ senza calore
il debole raggio della luna
ed il suo chiarore non sempre
la tua strada sgombrerà
delle insidie, ché anzi molte ombre
vestirà d’orride sembianze
ad evocar i fantasmi delle tue paure,
anche quando la serenità
dei luoghi e della notte
darti vorrebbe un attimo di felicità,
come ad un eremita che trascorso
ha la sua vita nella solitudine
di vaste grotte e tremulo procede
nel giorno solare ch’egli vede
tinto del color del latte.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi23 marzo 2012
Poesia che lascia spazio a riflessioni: verseggiata con acume e diffonde nel grigiore topazi di bagliori.
