Vita
Paolo Ursaia
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Ho bevuto a sorsi golosi
la splendida giovinezza
e mi scappa da ridere
se qualcuno pensa
che alla fine mi sia stancato;
sogno ancora progetti d'amore e vita
con la meravigliosa intensità
delle onde del mare che nascono
dove l'orizzonte sfugge al cielo
per venirti incontro,
carico di schiuma che canta
profumata di sale.
Non imparerò il mestiere di vivere,
alla fine mi sembrerebbe
solo un adeguarmi a morire;
e quando l'alba caccerà la notte
nei giorni che ancora verranno,
saluterò il dolce profumo
di occasioni e dubbi,
preferendo sempre vivere
piuttosto che nascondermi nel nulla;
meglio l'incertezza di ciò che sarà
che la vuota certezza dell'immobilità...
sono uomo, non osso di seppia.
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (2)
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rstorace29 marzo 2012
Non c'è età per amare, non c'è età per sentire, forse la società vuole convincerci che la ricerca della felicità sia prerogativa dei giovani, ma penso sia un diritto di tutti sempre e ad ogni stadio della propria esistenza...
Maria Rosa Cugudda29 marzo 2012
Tematica particolarmente sentita, trattata con profondità d'animo e nobiltà di sentimento, stilata con particolare eleganza e maestria, un sincero plauso al poeta!

