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Riflessioni 1 aprile 2012 · lettura 1 min · 3238 letture

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Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Scelgo di non dimenticare mai i giocattoli rotti nel tempo andato... non vorrei scrivere un giorno che ho smesso di sognare solo perché ho continuato a ripetere e ripetere ancora lo stesso errore; non lascerò cadere i miei sogni in braccio alla prima donna che mi sorriderà silenziosa solo perché c'era lei in quel momento a rischiarare le tenebre della solitudine magari col profumo della sua pelle. Mi piacerebbe provare a riconoscere negli occhi del mio futuro ciò che desidero nel cuore e non ciò che mi presenta l'occasione; no, non ripeterò lo stesso errore di credere che la pelle sia l'amore che una notte sensa pensieri sia promessa di vita intera.
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L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (1)

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Francesco Rossi1 aprile 2012

Riflessiva e malinconica questa poesia, non mi trovo in sintonia con l'autore questa volta, perché i momenti vanno vissuti con gioia immensa, poi il discernimento dall'illusione è un'alta cosa. Pure i versi risentono di questa forzatura, che sicuramente il poeta consapevolmente ha accentuato non concedendo però al ritmo stesso dei versi di emergere in un crescendo armonioso come è solito fare.