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Morte 1 aprile 2012 · lettura 1 min · 2393 letture

Notte d’aprile

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Stanotte è una notte come le altre eppure non è la stessa notte, oppure lo diventerà quando il tempo smetterà di oscillare al ritmo di un respiro sempre più stanco in balìa dell’Inverna che gioca sul lago accompagnando le onde verso la riva. Questa è una luna a grimaldello, che scardina le persiane ammantate di pudore e posa il suo riflesso sulle membra sfinite nel letto, le mani a sgranare nel buio un rosario e i fruscii sono briciole di parole in frantumi. In una notte che indossava il tepore d’aprile scoprivo le spalle, offrendo il collo alla lama tagliente della morte, mentre un corpo cosparso di acqua di rose scioglieva le dita, slegando i nodi, ed io, nel silenzio del vento, immobile davanti alla scacchiera, attendevo invano di muovere la mia pedina.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

2/1/1929 - 1/4/2008 Mamma...

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (4)

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Marina Pacifici1 aprile 2012

Un prosa poetica che sublima il dolore in canto. Il profumo di acqua di rose del corpo ormai vinto dall'abbraccio della morte. Anch'io non riesco a dimenticare il l'ultimo sorriso di mio padre e la fragranza di rose bianche e iris che hanno accompagnato il suo ultimo viaggio. Un abbraccio

un tocco di classe in versi emozionanti e splendidi... coommossa.

Clara Gismondi1 aprile 2012

Bellissima poesia che ripercorre una vita in un soffio... E quanto è cambiato e nulla è cambiato... Come allora... il tempo oscilla a suo piacimento!

a
aspide1 aprile 2012

Bella poesia, amica che mi conosci, che s'incentra su un doloroso ricordo. Ma si attenua il dolore nell'abreazione della Poesia. Che risolve in parte anche la sofferenza. Poiché, come dice Eschilo, il racconto è dolore, ma anche il silenzio è dolore. Ti sia di consolazione questa memoria di quel giorno di sofferenza.