Vorrei
Paolo Ursaia
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Quanto vorrei parlare
sotto questa pallida luna
sotto questo cielo
ancora chiaro...
ti direi
che nei tuoi occhi
nascondi l'agilità dell'aria
ed in essi vedo
tutto ciò che vive;
che solitudine estrema
fino alla comparsa
del tuo volto delicato
che mi dona
una goccia d'azzurro
in ogni sguardo,
in ogni parola.
Non mi sostiene il pane
ma il tuo sorriso
e se soffoco la mia voce
il mio cuore è tuo,
lo canterei al mondo;
taccio e non mi pesa,
rispetto e comprendo,
e poi, tu non ci sei.
Dietro di me
sul ramo della mia anima,
ormai lo so,
cantano solo sogni antichi
e rimarranno tali;
brucia questa strana pace
profumata di rinuncia:
mi ripiego e taccio.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (1)
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rstorace4 aprile 2012
dolcissimi versi d'amore dedicati alla persona amata, versi che restano chiusi in gola, l'autore/autrice vorrebbe rivelarli in tutto il loro splendore, sublime"nei tuoi occhi nascondi l'agilità dell'aria" e poi "non mi sostiene il pane ma il tuo sorriso", ma non può, l'anima si chiude su se stessa in tristezza infinita... bella, intensa, trasmette tanta passione e al contempo tristezza...
