Come ogni mattino
Come ogni mattino
spingo la mia barca nel mare tempestoso
e come fosse tempio del vivere libidinoso
accendo la lampara per farmi strada
seguendo l’amara scia tendenziosa.
Come ogni mattino
getto le mie reti distrattamente
tra escrementi e pesci inebetiti
tra uomini affogati per noia
e clandestini in cerca della propria storia.
Lo faccio ogni mattino
senza chiedermi più il motivo
senza palpare il battito del destino
remando impazzito e sfidando le correnti
con le catene strette ai polsi.
Come ogni mattino
altre barche sfidano il mare
e le vedo annaspare nella nebbia
alcune spinte dall’illusione della misericordia
altre aiutate da un vento misterioso
che spazza via la speranza del bisognoso.
Ma chi me l’ha fatto fare a costruire la scialuppa?
Sarebbe stato meglio irrigare il deserto
coltivare utopie e lì seppellire il mio cuore
avvelenato da cobra travestiti da angeli
e scorticato dall’inutile canto d’usignoli.
E invece tutte le sere ritorno
svuotato dalle ancore e colmo di fiele
e con fare silenzioso le mie reti ripongo
innalzando al cielo le effimere prede.
Ritorno inginocchiato e avvolto nel mio credo
vittorioso e sconfitto per l’ennesimo delitto.
©
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