Alba a Venezia

Un fremito di luce
nel cristallo del mattino
attraversa trepidante
i tetti delle case
irrequieto scivola
lungo muri e capitelli
mentre si dondolano oziose
rotonde e pasciute nuvole
occhieggianti arcate e pontili
protesi all’infinito.
La mia Venezia
muta e pudica
trasuda ragnatele di silenzio
dalla sua immobile e tenera
membrana lagunare
così all’alba la vita rinasce
con l’onda dall’umido specchio
la brezza la soffia
sul viso degli uomini
che come me
la sanno capire…….
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (1)
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M
Mariasilvia8 aprile 2012
Un fremito nel cuore che mi trascino dietro. Tutto l'amore per una città che vive negli occhi miei. Ci si annega in questi stupendi versi. La maestria nel raffigurare l'alba a Venezia è " talentuosa"... riflessi in laguna indimenticabili. Complimenti!
