Vicolo
Caterina Zappia
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Mi chiama ancora la tua voce…
la sento quando penso i tuoi profumi,
che da aprile fino a giugno
trottolando salivano sulle cime .
Ascolto il timbro acuto
dentro i giochi promessi al sole,
in un mattino armato già dai sogni
e dal profumo invadente dei limoni
assetati d’acqua fino alle sette.
La sento palpitare ancora
dentro le case intorno,
come aquile svelte per un volo
quando regnava il cuore delle figlie.
Dai vaporosi treni, senza la stazione,
partiva velocemente
il sorriso lucido di un fiore
e una primavera come mittente.
E sento ancora i tuoi polsi caldi
palpitanti di speranza,
inutilmente…
come se mai fosse passato il sole
le case s’addormentano senza dir niente.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (3)
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Rita Stanzione9 aprile 2012
versi che trasportano nella vita del vicolo... mi piace molto tutto il descritto, la chiusa è splendida!
Antonella Modaffari Bartoli9 aprile 2012
Nostalgica e sognante poesia che racchiude dentro le metafore, il ricordo di un tempo dolce che si spande nell'aria.
Giuseppe Monteleone12 aprile 2012
sapori e luoghi senza tempo... universali... riconosco molti tratti del mio vicolo... a' ruga...



